Rodolfo Viganò vince da campione la 15.ma edizione della “Rosa D’Oro”

L’azzurro Rodolfo Viganò ha conquistato, domenica 2 settembre, sulle pedane del Tav Belvedere di Uboldo in provincia di Varese, la quindicesima edizione della “Rosa D’Oro”, prestigiosa gara alla fossa olimpica sulla distanza di 200 piattelli (100 il sabato e 100 la domenica), sostenuta dal Gruppo Banco di Desio.

Impeccabile l’organizzazione del team varesino, che conta oltre 400 soci e presieduto da Mario Bianchi, premiato dalla presenza di 195 tiratori il sabato in occasione delle prime 4 serie da 25 piattelli e, naturalmente, altrettanti negli ultimi 100 lanci di domenica, prima della finale sui 25 piattelli, con in pedana i migliori 6 tiratori della classifica generale assoluta.

Una kermesse, questa, nata proprio in concomitanza della creazione del centro varesino, che allo poteva contare su 4 campi di fossa universale, il cui staff dirigenziale si era proposto di realizzare fin da subito una gara dalle caratteristiche importanti, capace di coinvolgere tiratori italiani e stranieri. L’idea della “Rosa D’Oro”, il raffinato gioiello in palio per il vincitore assoluto, arrivò di conseguenza grazie ad un incontro quasi fortuito con un gioielliere di Valenza Po.

Col tempo, sia la manifestazione che  la struttura, grazie al fattivo aiuto di sei soci, sono cresciute insieme di importanza e prestigio. Oggi il Tav Belvedere di Uboldo conta 6 campi ( sia di fossa olimpica che universale) che, in un futuro neppure troppo lontano, potrebbero diventare 8.

L’armeria, il bar – ristorante, con il fulcro di tutto ubicato nella segreteria computerizzata, con un ampio salone dotato di  monitor per seguire in tempo reale l’intero andamento delle gare, rendono questo centro idoneo a ospitare anche manifestazioni federali di grande caratura a livello internazionale.

Un plauso dunque al presidente del sodalizio Mario Bianchi, al suo vice Danilo De Marchi, ai consiglieri Antonio Pozzi, Carlo Ambrek, Massimo Minotti, Marco Vaccari e Diego Megale, a cui va aggiunto il revisore dei conti Pier Giovanni Giagnoni.

Prima di entrare nel vivo delle due giornate, da segnalare la presenza del senatore e vita dell’Alsazia Henri Goetschi, classe 1926, che proprio il 4 di settembre ha compiuto 81 anni, che ha gareggiato in tutte le otto serie in programma.

Uno sguardo adesso alle classfiche di giornata con Viganò subito in evidenza il sabato con il punteggio di 96/100, seguito a un piattello dai coriacei Zerbini e Sanvito e a due lunghezze da un quartetto formato  da Pavan, Inversini, Cantarelli e Baratti.

A tenere alta la tensione, nella giornata domenicale, ci ha pensato Ivan Rossi, capace di riscattare il 92/100 della prima giornata, con tre serie iniziali capolavoro senza macchia. Un 75/75, il suo, da far vacillare le convinzioni di essere assai vicini alla “Rosa D’Oro” di parecchi.

Nell’ultima serie, però, Rossi “graziava” quattro piattelli e i giochi, di colpo, si riaprivano anche perché, Viganò concludeva la prova con un 94/100, Pavan confermava la sua costanza nel rendimento con 95 così come Zerbini. Da registrare, invece, l’inatteso crollo in verticale di Inversini che lasciava sul campo ogni velleità con un “modesto” 88/100.

Spazio dunque alla finale dove, con il punteggio di 190/200, ad accedere al barrage sui 25 piattelli sono stati il prima cat. Mauro Zerbini e l’azzurro Rodolfo Viganò con Stefano Pavan ( cat. ecc.) a quota 189, l’altro tiratore della cat. ecc. Luciano Sanvito (188) mentre, per il sesto finalista, si è dovuti ricorrere allo shoot- off tra Angelo Baratti, cat. ecc. ( +2 ) ed i prima cat. Daniele Fioranti (+6) e il vincitore Fabio Bertino, con 7 centri al suo attivo. Tutti e tre, avevano concluso la due giorni con il punteggi di 184/200.

Finale davvero al cardiopalma, tra uno strepitoso Viganò 190+25), capace di polverizzare letteralmente i 25 piattelli della finale, tutti colpiti di prima canna,  con sempre in agguato Pavan (189+25), anche lui protagonista di una serie senza errori, il tutto mentre l’altro papabile Zerbini (190+22), faceva registrare 3 zeri (9; 14; 19). Quarto posto per Rossi (188+22), seguito da Sanvito (185+22+3) e Bertino (184+23+2), tutti premiati con le raffinate “Rose D’Argento” create dagli orafi valenzani.

Per Viganò, possiamo parlare di un “poker secco” visto che è questa la quarta volte che fa sua la “Rosa D’Oro” massiccio dopo le edizioni del 2000, 2003 e 2005.

Le altre “Rose D’Argento” per categoria,  sono state vinte, dopo i 200 piattelli, da Angelo Baratti 184/200( cat. ecc); Daniele Fioranti 184 (1° cat.); Massimo Zecchillo 182+24 (2° cat.); Matteo Tallarini 182 (3° cat.); Mauro Angeloni 174 (cat. veterani); Emilio Carelle 173 (cat. master); Jessica Rossi 174 (cat. lady); Andrea Quintè 171 (cat. junior).

Per quanto concerne la classifica a squadre, coppa d’ergento e medaglie d’oro ai primi classificati del Tav. Panbrokes (Mauro Zerbini, Marco Zani, Achille Mambretti) 548/600; medaglie d’argento per il secondo posto  del  Tav Aosta 70 (Stefano Pavan, Luciano Sanvito, Ismaele Mariani) 542 e medaglie di bronzo per il terzo gradino del podio ai padroni di casa del Tav Belvedere 1 (Giovanni Inversini, Giuseppe Lombardo, Alan Ghisolfi) che hanno totalizzato 538 piattelli sui 600 a disposizione.

Davvero una bella manifestazione. Complimenti!